Arriva Community Actions, il nuovo strumento Facebook per lanciare petizioni

23 Gen 2019 | News

Dopo la raccolta fondi per il compleanno, il social di Zuckerberg propone una nuova feature che ricorda Change.org, la piattaforma di petizioni più grande del web.
Ma per ora Community Actions sbarca solo negli Usa.

È il magazine TechCrunch ad informarci del nuovo strumento ideato in casa Zuckerberg: si tratta di Community Actions, un’applicazione integrata a Facebook che permetterà agli utenti di creare o aderire a petizioni di svariata natura.

Lo scopo è naturalmente quello di unire tutti i sostenitori di una causa comune, portandoli a cliccare sul pulsante “Supporta”. Non sembrerebbe molto diverso dal popolare Change.org, ma Facebook ha specificato di voler puntare a mozioni di livello governativo che possano riunire le comunità di cittadini, piuttosto che le cauase globali di Change.org.


Un esempio delle petizioni di Community Actions: questo parco pubblica nell’Indiana ha bisogno di cestini per la raccolta differenziata

Un portavoce di Facebook ha spiegato così il progetto:

“Costruire comunità informate e ricche di senso civivo è uno degli obiettivi principali della missione di Facebook. Ogni giorno, la gente si riunisce su Facebook per aderire a cause a cui tengono, anche contattando i loro amministratori locali, organizzando raccolte di fondi o creando un gruppo. Grazie a questi e altri strumenti, abbiamo visto le persone fornire supporto e ottenere risultati su ciò che per loro è importante. Community Actions è un altro modo con cui queste persone possono sostenere i cambiamenti nelle loro comunità e collaborare con i funzionari locali per cercare delle soluzioni ai problemi”.

E l’altra faccia della medaglia?

La missione di Facebook è sicuramente nobile e utile, ma Community Actions potrebbe essere utilizzato anche in maniera impropria. Se, ad esempio, venisse lanciata una petizione contro gruppi di minoranza sgraditi, ma legittimi? Facebook avrà un bel da fare a monitare che i diritti di tutti vengano rispettati.
Non ci resta che aspettare che lo strumento diventi disponibili anche in Italia.

Fonti – Techcrunh
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