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Ada Lovelace: la prima programmatrice della storia

8 Ott 2019 | Pausa Pranzo Nerd

Oggi, secondo martedì di ottobre, celebriamo l’Ada Lovelace’s Day.
Ma chi era Ada, l’Incantatrice di numeri e perché è così importante?

in poche parole…

Nome
Augusta Ada Byron

Nota come
Ada Lovelace

Lavoro
Programmatrice di computer, matematica

Data di nascita
10 dicembre 1815

Luogo di nascita
Londra, Regno Unito

Data di morte
27 novembre 1852

Luogo di morte
Londra, Regno Unito

Genitori
Lord Byron e Lady Milbanke

Marito
Moglie di Lord William King-Noel,
conte di Lovelace

Figli
Byron, Anne Isabella, Ralph Gordon

Nota anche come
Contessa di Lovelace
L’Incantatrice di numeri

Tributi e omaggi
Conceiving Ada, film del 1997 di L. Hershman
La macchina della realtà, romanzo del 1990 di B. Sterling e W. Gibson

Augusta Ada Byron (che sarà poi nota come Ada Lovelace) era l’unica figlia legittima di Lord Byron, uno dei più importanti poeti inglesi di tutti i tempi. Sebbene Byron sia famoso per i suoi eterni poemi e sonetti sull’amore, il suo animo incarnava il perfetto dandy del suo secolo, sprezzante e sempre invischiato in nuove avventure amorose. Il matrimonio con Lady Anne “Annabella” Milbanke, la madre di Ada, fu infatti una scusa per sopire lo scandalo della relazione di Byron con la sorellastra Augusta, che fra l’altro era già sposata e dalla quale ebbe una figlia mai riconosciuta, Medora.

Ada nasce il 10 dicembre del 1815 e… sì, il suo nome di battesimo è Augusta, proprio come la sorellastra e amante del padre (e se pensate che la storia fra Byron e Augusta si fosse fermata dopo il matrimonio, avete letto anche voi troppe poesie d’amore e pochi resoconti degli scandali dell’Inghilterra dell’Ottocento).
Con questi presupposti non c’è da stupirsi che il matrimonio con Annabella sia finito solo pochi mesi dopo la nascita di Ada. Nonostante la legge desse al padre la piena custodia dei figli, lord Byron non si interessò mai di rivendicare i suoi diritti di paternità e presto venne investito dall’opinione pubblica: fu accusato di incesto, adulterio, omosessualità, sodomia e di molti altri reati allora inaccettabili dalla società (Byron era effettivamente bisessuale).
Dopo aver firmato la separazione con Annabella, Byron lasciò per sempre il Regno Unito e, dopo un periodo trascorso in Svizzera e in Italia (ricco di scandali, figlie illegittime, avventure e disgrazie) morì nel 1824 in Grecia. La sua salma venne rispedita in Inghilterra, dove la società aristocratica volle punire un’ultima volta il suo più famoso poeta ribelle: una cerimonia funebre con 47 carrozze a lutto, ma tutte vuote. 

e ora basta parlare dello scapestrato byron.

Annabella era una matematica e, come possiamo facilmente immaginare, il disastroso matrimonio con Byron lasciò dei segni profondi in lei. L’educazione che impartì ad Ada fu rigidamente scientifica e pragmatica, nel tentativo di tenere gli ideali romantici e la natura sprezzante del padre quanto più possibile lontano dalla figlia. All’età di quattro anni Ada aveva già un tutore negli studi di scienza e matematica, corsi di studio davvero inusuali per una bambina dell’epoca.

Nonostante una salute davvero molto cagionevole, Ada si rivelò presto una vera bambina prodigio. A dodici anni fu in grado di concettualizzare una macchina volante. Dopo aver studiato a lungo il volo degli uccelli, la ragazzina illustrò dei progetti per costruire un apparecchio dotato di ali.
Ho un progetto” aveva scritto, “per creare qualcosa che abbia la forma di un cavallo con una macchina a vapore al suo interno, in grado di far muovere un immenso paio di ali fissate all’esterno, in modo da poter sollevare in aria una persona seduta“.
In pratica lo steampunk avrebbe potuto diventare realtà… e invece no. Peccato.

All’età di 17 anni, Ada incontrò l’inventore e matematico Charles Babbage e rimase incantata dal suo lavoro sulla prima macchina di calcolo della storia (non a caso Babbage è noto come “il padre del computer”). Dopo essere diventata la sua protetta, i due iniziarono a collaborare. Uno dei più importanti lavori di Ada fu la “traduzione” in inglese di un approfondimento sul lavoro di Babbage scritto da Federico Menabrea, l’ingegnere italiano che sarebbe diventato primo ministro del Regno d’Italia. Charles Babbage chiese ad Ada di aggiungere anche qualche sua nota al lavoro… e la ricerca di Menabrea, originariamente di circa venti pagine, finì per superare le cinquanta!

Ada Lovelace

“Dimentica questo mondo e tutti i suoi guai e, se è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani – ogni cosa, insomma, tranne l’Incantatrice di Numeri”.

Charles Babbage

Ada descrisse il futuro delle macchine analitiche con una lungimiranza fuori dal suo tempo: ne parla come di strumenti programmabili, anticipando perfino il concetto stesso di intelligenza artificiale. 
Purtroppo il suo lavoro non venne mai davvero riconosciuto dai suoi contemporanei e il reale contributo di Ada Lovelace al mondo della scienza venne alla luce solo nel 1953, quando vennero pubblicate le sue note sulla macchina analitica di Babbage. Tali studi vennero riconosciuti come un primo modello di software, per il quale Ada aveva creato un algoritmo riconosciuto come il primo programma informatico della storia.

Qualche curiosità speciale su Ada…

 

Era un giocatrice compulsiva.
A partire dal 1840, Ada iniziò a coltivare la passione per le scommesse. Il vizio del gioco la costrinse a ridimensionare le sue finanze, fino al punto da impegnare segretamente i diamanti di famiglia per pagare perdite spesso ingenti (in un’occasione perse oltre 3.000 sterline scommettendo sul cavallo sbagliato).
Ada cercava di intuire i risultati delle corse grazie al suo prodigioso talento matematico. Spesso lo faceva insieme all’amico Babbage, con il quale condivideva un misterioso quaderno sul quale probabilmente i due tentavano di prevedere i risultati dell’ippica.

Charles Dickens lesse un passaggio dei sui racconti sul letto di morte di Ada.
È probabile che sia stato proprio Babbage a presentare Charles Dickens ad Ada attorno al 1830. Nonostante le passioni tanto diverse, fra i due nacque una profonda amicizia che durò per oltre vent’anni, fino alla morte di Ada.
Nell’agosto del 1852, qualche mese prima della sua morte, Charles Dickens si recò a trovarla e, su richiesta della donna, le lesse la scena della morte del bambino dal romanzo Dombey e Figlio del 1848.

Ada venne sepolta accanto al padre.
Nonostante non lo abbia mai conosciuto, il legame con Lord Byron rimase una parte fondamentale della vita di Ada. Su sua richiesta, dopo la morte venne sepolta nella cripta di famiglia nella Chiesa di Santa Maria Maddalena, a Hucknall. La sua tomba venne posta accanto a quella di Lord Byron che, ironia della sorte, era morto a sua volta all’età di 36 anni.

Esiste un linguaggio di programmazione con il suo nome.
Durante gli anni Settanta, il Dipartimento per la Difesa degli USA svilupparono un linguaggio di programmazioni per unificare le centinaia di linguaggi utilizzati in ambiente militare. Fu il Comandante della Marina Jack Cooper a proporre il nome “ADA” in onore di Ada Lovelace e la sua idea venne accolta con molto entusiasmo. ADA è tutt’oggi un linguaggio molto usato, soprattutto in aviazione.
Non male per la bambina che a dodici anni aveva progettato una macchina volante.

Fonti – History |Wiki

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