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La vera storia dello spam

23 Lug 2019 | Pausa Pranzo Nerd

Odioso, fastidioso, onnipresente spam. Non esiste casella di posta che non finisca per essere invasa da messaggi indesiderati di pubblicità e promozioni che non ci interessano.
Il lato oscuro della comunicazione moderna… ma siamo così sicuri che lo spam sia tanto giovane?

Ci sono molte definizioni della parola “spam“, e la maggior parte di esse sono insulti o parolacce. Lo spam invade la nostra posta elettronica spesso con una frequenza quotidiana, costringendoci a correre ai ripari per evitare di essere completamente travolti da una valanga di indesiderata pubblicità.

Il termine spam risale ai primi anni Novanta e deriva da uno sketch dei Monty Python che oggi è diventato leggenda. In un locale un po’ surreale pieno di vichinghi, troviamo una cameriera intenta a recitare il menù a due clienti appesi al soffitto, intercalando in maniera fastidiosamente ripetitiva la parola “spam”, un marchio di carne in scatola prodotto da un’azienda americana. Spam, infatti, è l’abbreviazione di “spiced ham”, ovvero “prosciutto speziato”. Lo sketch comico prosegue con l’incalzante cameriera che continua a proporre assurde pietanze a base di Spam (uova e Spam, salsiccia e Spam, Spam e Spam), fino a quando i vichinghi nel locale non inneggiarono un rombante coro di “Spam, spam, spam”. 
Deliziosamente assurdo.

Ben presto e con poca sorpresa, la parola spam finì per indicare il sempre più diffuso bombardamento di messaggi commerciali indesiderati e non richiesti in mezzo alle normali trasmissioni. Ma, come dicevamo, siamo sicuri che lo spam sia davvero così giovane?

1864

Siamo negli Stati Uniti del XIX secolo quando vengono inviati i primissimi telegrammi di posta indesiderata. Si trattavano di dubbie e rischiose offerte di investimento che venivano spedite ai ricchi americani nella speranza che qualcuno di loro cascasse nel tranello.

1978

La storia dello spam è proseguita fino all’invenzione delle e-mail nel 1971. Solo pochi anni più tardi incontriamo il nostro primo spammer: si trattava di Gary Thuerk. Era il 3 maggio del 1978 e Thuerk, che lavorava per un’azienda informatica, decise di spedire un’e-mail in cui invitava a una dimostrazione delle potenzialità del loro ultimo computer progettato.
La sua e-mail arrivò a ben 400 delle 2600 persone che all’epoca avevano un account di posta su Arcanet (quello che da lì a pochi mesi avremmo chiamato Internet).

Gary Thuerk, il primo spammatore

1993

Fu solo dal 1993 che il termine entrò nel vocabolario quotidiano: venne usato per la prima volta all’interno di Usenet, un servizio abbastanza simile ai più moderni forum di discussione. Mentre uno dei moderatori, Richard Depew, cercava di implementare il sistema di eliminazione dei post più vecchi, un bug lo portò suo malgrado a pubblicare più di 200 messaggi. 
Più tardi, i membri del gruppo iniziarono a scherzare sull’incidente, fino a quando qualcuno non lo definì (proprio a causa dei Monty Phyton) uno “spamming“. 
Questi nerd hanno coniato un pezzo di storia, insomma.

1994

Nel giro di pochi mesi, Usenet fu perduto: la sua natura open-source e la caratteristica di poter postare in ogni gruppo si rivelò il territorio perfetto per la prolificazione dei primi messaggi di spam. Il primo spam davvero globale venne spedito il 18 gennaio del 1994 e titolava: “Allerta globale per tutti: Gesù arriverà presto”.
L’enormità di quella diffusione generò un gran polverone di discussione, ma fu solo ad aprile che lo spam venne definitivamente sdoganato. Due avvocati, Laurence Canter e Martha Siegel, invasero letteralmente Usenet con una pubblicità sui loro servizi in materia di immigrazione. Nonostante le proteste, i due avvocati difesero il loro operato e, non contenti, scrissero un libro dal titolo “Come fare fortuna sull’Autostrada dell’Informazione”. 
Lo spam era appena diventato una moda.

2003

Il 16 dicembre 2003 gli USA approvano una legge sul controllo della pornografia e della pubblicità incontrollata, stabilendo così i primi regolamenti per l’invio e la ricezione di posta pubblicitaria e le prime commissioni organizzate per frenare lo spamming online. La legge, inoltre, introduceva un vincolo per gli spammer che ad oggi è fondamentale: il diritto del ricevente di rifiutare ulteriori messaggi di spam.

 

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