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World Wide Web: oggi compie 30 anni!

12 Mar 2019 | Pausa Pranzo Nerd

30 anni dopo l’avvento di quella che chiamiamo “la Rete”, Tim Berners-Lee, uno dei suoi inventori, continua ad avvertirci dei pericoli che si nascondono su Internet.

Sono trascorsi 30 anni da quando Tim Berners-Lee inviò un messaggio ai suoi colleghi del CERN per suggerire loro un nuovo modo di condividere dati attraverso la rete, dal nome “Gestione delle Informazioni: una proposta”.

L’umiltà del titolo sminuiva l’importanza del suo contenuto, che conteneva uno schizzo completo del sistema di informazioni in rete che si sarebbe trasformato in ciò che oggi chiamiamo Internet. Sarebbe servito del tempo, ad ogni modo. Sarebbe trascorso un anno e mezzo prima di proporre il nome “World Wide Web” e sarebbero serviti ancora molti mesi prima che gli utenti potessero testare una versione pubblica della rete; e anche allora, non era  nemmeno lontanamente simile alla rudimentale versione grafica che siamo soliti associare ai primi anni di Internet.

Il web di oggi è arrivato a noi grazie a una serie di innovazioni tecnologiche che all’epoca sembravano impossibili e irrealizzabili quando Internet venne proposto per la prima volta, come lo streaming immediato di qualunque film desideriamo vedere o la connessione Internet all’interno dei frigoriferi. È però arrivato insieme a delle mancanze, qualcuna delle quali potrebbero minare la natura stessa di Internet.

t-founder-of-the-web-08-2018Tim Berners-Lee è stato insignito del premio Turing nel 2016.

Nel 2017, quando Internet compì ufficialmente 28 anni, Tim Berners-Lee espose le tre grandi sfide che minacciavano la sua invenzione. Ognuna di loro è attuale e pressante oggi esattamente come lo era due anni fa, anzi: qualche dinamica è diventata più insistente con gli ultimi sviluppi di Internet.

“Abbiamo perso il controllo dei nostri dati personali”. È il primo avvertimento lanciato. Berners-Lee ha notato che molti siti web si sono lanciati in un modello di business che lascia agli utenti libero accesso ai contenuti in cambio dei loro dati personali. L’ottenimento di un numero sempre maggiore di informazioni personali potrebbe trasformare Internet in un posto molto pericoloso in cui conservare ogni genere di privacy o in cui discutere argomenti importanti ma sensibili. Da quando è stata lanciata quest’allerta, il mondo è stato colpito dallo scandalo della Cambridge Analytica e molte rivelazione sulla gestione e conservazione dei nostri dati personali sono venute a galla. 

“È troppo facile diffondere informazioni false sul web”. Dopo aver notato che la maggior parte degli utenti trova informazioni su Internet principalmente attraverso una manciata di social network e qualche motore di ricerca, Berners-Lee ha descritto il modo in cui molti siti diffondano bufale in un sistema in cui la loro diffusione si fa sempre più rapida.

“Le pubblicità politiche hanno bisogno di trasparenza e comprensione”. Questo genere di pubblicità sono sempre più sofisticate, e combinate con l’enorme mole di dati personali tracciati da aziende come Facebook, manipolare ciò che l’utente vede diventa molto facile. 
Lo scandalo delle pubblicità politiche ha raggiunto l’apice in situazioni come le elezioni in USA del 2016 o la Brexit: gli attivisti continuano a criticare la limitata trasparenza introdotta su piattaforme digitale che avrebbero invece dovuto tutelarla.

In un mondo in cui ormai sono più le persone con un accesso alla rete che non quelle che non ne fanno uso, Berners-Lee continua a lavorare per essere certo che Internet rimanda un posto creativo, libero e aperto per tutti. Le problematiche da lui evidenziate possono essere risolte eliminando gli impedimenti digitali che ancora fermano il libero accesso alla rete, fermando il controllo sul web da parte delle grandi compagnie e cambiando il modo in cui ragioniamo del futuro stesso di Internet.

“Posso aver inventato il web, ma tutti voi avete contribuito a creare il web come lo conosciamo oggi. Ogni blog, ogni post, ogni tweet, foto, video, app, pagine web… tutto è il frutto del contributo di milioni di persone che costruiscono la comunità della reta”. Questo è esattamente ciò che voleva diventare il progetto originale: migliaia di persone, alcune delle quali molto creative, che lavorano insieme per un obiettivo comune.

Fonti – The Independent
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